Trapani e la sua tradizione gastronomica: una visita nella
città che ospita testimonianze del dominio arabo sia nei suoi edifici
e nell’architettura dei palazzi storici, sia nella sua cucina.
Il centro storico è prevalentemente di origine araba, anche se non mancano
segni del dominio Aragonese, come il Santuario dell’Annunziata, ricostruito
in seguito ai danneggiamenti della seconda guerra mondiale. Preziosi reperti
archeologici ed opere artistiche sono custodite nel Museo Nazionale Pepoli.
All’interno del vecchio quartiere israelita, merita una visita
il Palazzo della Giudecca, edificato nel ‘500 e capeggiato dalla torre
circondata dalle mura a punta di diamante.
Nelle vicinanze di Trapani, e visibile dalla spiaggia, sorge Erice,
antico borgo medievale dominato dal castello e caratterizzato da vicoli e piccole
abitazioni circondate dalle mura normanne. Dall’alto dei giardini del
castello sono visibili le saline di Trapani e le isole dello Stagnone.
La cucina trapanese gode dell’attività ittica intensa e del pesce
fresco che ogni giorno viene pescato e fatto trovare su banconi dei mercati
della città: pasta con le sarde e spaghetti
al nero di seppia sono, infatti, i primi piatti che vengono preparati
più di frequente e coi migliori risultati.
Il passato a contatto con la cultura araba in cucina può essere ritrovato
assaggiando il couscous di pesce, tipico piatto di origine
nordafricana. Da provare anche i ravioli amari, ripieni con
ricotta, menta e pesto di Pantelleria, utilizzato anche per condire pesce arrostito
e carni lessate. Tra i dolci da acquistare e farsi servire a fine pasto, i più
tipici della tradizione siciliana: cassata di ricotta e torrone
alle mandorle.